Per arrivare in ufficio ogni giorno, dopo essere sceso dal treno che mi conduce in centro Torino, faccio una camminata di venti minuti. Dato che passo le mie giornate lavorative sedute davanti al PC, ne approfitto per muovere un po' le gambe che fa sempre bene.

Lunedì mattina, superato il primo isolato, mi accorgo che sul marciapiede sono parcheggiati una decina di monopattini come quelli nell'immagine in copertina. Mi avvicino incuriosito e vedo che sono di tre aziende diverse: una di queste è la IREN mentre le altre mi sono sconosciute. Il primo pensiero che ho è quello di un film già visto: anni fa, infatti, Torino fu letteralmente invasa da società cinesi decise a dominare la mobilità sostenibile della città con le proprie biciclette: dopo la creazione di un account, potevi prendere un mezzo, utilizzarlo per il tempo necessario e lasciarlo ovunque volessi all'interno di un'area cittadina predefinita: Mobike, poi oBike, dopo ancora Gobee.bike iniziarono a depositare sui marciapiedi della città centinaia di veicoli a due ruote con propulsione a pedali.
Poco per volta, però, questi veicoli sono scomparsi. Sui giornali si leggeva di gente che le parcheggiava in cortili privati magari anche visibili dall'esterno a totale sfregio nei confronti degli altri utilizzatori del servizio che non potevano affittarle; altre volte vedevi le fotografie sui social che ritraevano queste bici smembrate da vandali che ne rubavano ruote o manubrio o sellino; altre volte ancora semplicemente le vedevi sugli argini del fiume Po abbandonate a se stesse ed ogni volta riflettevi sull'inciviltà del nostro Popolo alla quale sembra non esserci rimedio alcuno...
Poi è arrivata l'era dello scooter elettrico fornito da MiMoto che, a differenza dei veicoli senza motore sembrano essere ancora oggi sufficientemente in voga: ogni tanto senti un sibilo sulle strade e quando ti giri vedi un guidatore con un casco giallo guidare un veicolo silenzioso dello stesso colore. Tuttavia, sebbene all'inizio vedevi questi veicoli ovunque e a qualsiasi ora, adesso sono diventati una rarità: probabilmente gli ultimi strascichi di una mobilità sostenibile che stenta a decollare nel nostro Paese.

L'ultima moda, quindi, sembra essere l'ennesimo mezzo "sostenibile" e non posso non chiedermi se avrà vita breve come i suoi predecessori.
Il problema, secondo me, è che (ok ok, lo so che adesso faccio del qualunquismo...) la res publica in Italia non è contemplabile e la mobilità sostenibile, sebbene sia portata avanti da aziende private, nel momento in cui diventa di dominio pubblico... difficilmente potrà essere qualcosa che duri nel tempo. Lo dico con rammarico e molta amarezza perché in un periodo in cui si sente parlare di riscaldamento globale e sostenibilità, è un peccato vedere questi progetti naufragare a causa della mancanza di senso civico che caratterizza il Popolo italiano.
Io nel frattempo un account con una di queste aziende l'ho creato. Tempo necessario: meno di tre minuti. Oggi ho intenzione di provarlo anche se... questo mezzo è davvero strano: non essendo disciplinato dal codice della strada non potrebbe muoversi sulle strade cittadine e talvolta li vedi sfrecciare sui marciapiedi facendo lo slalom tra le persone e dopo aver rischiato la vita o, quanto meno, l'osso sacro, ti chiedi che senso abbia investire così tanto su un mezzo di locomozione simile.
Tant'è! Quando e se lo proverò vi farò sapere le mie impressioni e vi descriverò la mia esperienza. Nel frattempo mi farebbe piacere conoscere cosa ne pensate della mobilità sostenibile in generale e di questi mezzi di locomozione in città in particolare.

NB: tutte le immagini in questo post sono state scattare con il mio smartphone sulle strade di Torino









