
(Immagine CC0 creative commons
Il titolo di questo post ritengo esprima molto fedelmente quella che fu la sensazione che spesso provai mentre giocavo a poker, una sorta di dover sempre attenere dei risultati positivi per mettere a tacere l'insoddisfazione delle persone che mi circondavano nel vedermi davanti al portatile, sì, perché in quei periodi si giocava unicamente su pc, fisso o portatile che dir si voglia...
Da una parte, come ho già accennato, la necessità dettata da problemi che andavano risolti, e alcune volte il poker è stato davvero una sorta di bacchetta magica, pumm, fatta la vincita il problema si risolveva, dall'altra parte avrebbero voluto che tutto si fosse svolto in un attimo, come realizzare una vincita al SuperEnalotto o con il Gratta e Vinci, compri la schedina ed è fatta, sì...., come no...., quelli sono giochi di culo, e il culo non lo comandi, in quei giochi non hai nessun elemento da utilizzare per cercare di condizionare a tuo favore le sorti del destino, con il poker no, con il poker, essendo realmente un gioco di abilità, si può fare sul serio qualcosa, ed è quello che facevo, ma occorreva tempo, costanza e dedizione, strumenti che le persone limitate di comprendonio non riescono a capire, alcune in particolare, con le quali era meglio non dire nulla a tal riguardo, il problema sorgeva quando venivano a trovarci a casa nostra, perché io, soprattutto dopo cena, avevo voglia di giocare, e si leggeva in faccia senza problemi la loro avversione a questo fatto, le discussioni su questo punto si sprecavano, ma i risultati continuavano ciclicamente ad essere a mio favore, e con quello ne chiudevo di bocche....
Aveva un'altra grossa qualità il poker, per comodità lo chiamo poker ma sappiamo benissimo che mi sto riferendo al Texas Hold'Em, quella di aver creato una forte aggregazione tra i maschietti di una compagnia, della quale facevo parte, e visti i miei risultati ai tavoli godevo di una sorta di ammirazione da parte degli altri componenti, per cui si era soliti ritrovarsi, soprattutto nei fine settimana, a casa di qualcuno per giocare dai vari dispositivi, le donne parlavano del più e del meno, noi giocavamo, a volte li guardavo semplicemente e dispensavo consigli, ero universalmente riconosciuto come il migliore tra loro, per cui riuscire a contribuire fattivamente a far realizzare loro una bella vincita era una cosa che mi faceva sentire bene, perché la sincera riconoscenza che ne ricevevo era un fatto che apprezzavo davvero tanto...
Questa storia del ritrovo durò per qualche tempo, se non ricordo male almeno un paio d'anni, durante i quali si diffusero anche le app delle poker-room per i dispositivi mobile, come sovente accade questo fatto in un certo senso svincolò il giocatore dalla necessità di rimanere sempre davanti a un pc, dall'altra potendo giocare anche fuori casa aumentava sotto certi aspetti la dipendenza dal gioco stesso, generando fenomeni di ulteriore attaccamento e accanimento ludico.
E sono pronto ormai per raccontare quel famoso fattaccio che capitò alcuni anni or sono, proprio in questo periodo, per certi versi lo avevo quasi rimosso dalla mia mente, per quanto schifoso fu, per altri, una volta riaffiorato, è come se fosse successo ieri, per la situazione assurda che si verificò, vi lascio per un giorno con la curiosità di cosa sia, rammentandovi che narrerò il fatto, senza fare il nome del disgustoso protagonista....
Continua...







