Il basa e la musica capitolo 6. le superiori.

in hive-146620 •  9 days ago 

Eccoci amici, siamo arrivati al sesto appuntamento con la storia che appassiona tutto il mondo del web decentralizzato, una storia d'altri tempi, sul serio e la storia di un amore senza confini, tra un ragazzo e la sua chitarra.
Non prendetemi come esempio.
Ero solo un ragazzo con una chitarra che suonava col cuore.
Eccovi quindi, curiosoni che non siete altro, il capitolo sesto della fantastica vicenda musicale.
Buona lettura a tutti, amici miei.
Eccoci al continuo della storia.
Ci eravamo lasciati con il basa che aveva appena sfornato la cassettina con il registratore della nonna e la chitarra elettrica dell' amico delle medie.

Se volevate fare le cose fatte bene in quel tempo, dovevate lasciare il bianco su tutto il resto della cassettina, altrimenti finito il brano, partiva quello sotto.
Un po come nei film americani dove il teenager registra un film ed alla fine parte un pezzo di porno amatoriale girato dal nonno col Viagra e la governante straniera.
Io che almeno nella musica amavo la perfezione, ho lasciato tutto il bianco fino in fondo.
Il bianco era il silenzio.
Diedi la cassettina al tizio della band, il cantante pseudo tenebroso della scuola.
Gliela diedi ed aspettai circa una settimana per il responso ( figlio di puttana ), lo beccai fuori da scuola una mattina appena scesi dal pullman, adesso ho capito che mi aveva evitato tutto quel tempo, ma allora non ci arrivai subito, anche perché era impossibile che non gli piacesse una perla di siffatta bellezza.
' mi spiace ma al momento ho deciso che rimaniamo con un solo chitarrista '

Minchia.

' comunque, grazie lo stesso... molto bravo il chitarrista che suona l'elettrica '

🤔

' Io... io... ero io a suonare l'elettrica. '
' molto bravo, peccato che mi serva un solo chitarrista '.
Si col cazzo... era una scusa per non dirmi ' effettivamente ' che ero una merda a suonare, cosa che adesso so ma al tempo, le mie percezioni del mio modo di suonare e cantare erano, come dire... leggermente alterate verso il positivo.
Comunque col senno di poi, nemmeno il resto della band che mi ha cassato ai tempi era una gran ficata.
Ma vabbè, catalogato il tutto come ' piccolo incidente di percorso ' ho cominciato a scrivere canzoni.
O meglio... Ho iniziato a scrivere qualcosa che aveva una metrica ed una tonalità, mancava tutto il resto, ma come dire... da qualche parte bisognava pure iniziare.
Mica come i ragazzini di adesso che sono nati bombardati dai talent quindi, quelli con l'orecchio musicale a quindici anni già suonano da dio ed ammiccano alle telecamere.
Ai miei tempi c'era mtv e il roxybar di Red Ronnie.
E basta.
Anzi... il pomeriggio, sempre con Red Ronnie c'era help.
Poi il nulla, quindi i nostri tentativi di migliorare erano pressoché solitari.
Per tutta la prima e la seconda superiore, ci sono state ben poche soddisfazioni personali in campo musicale, quello che scrivevo me lo tenevo per me ed è giusto che li sia rimasto fino ad ora, solo pochi ' eletti ' potevano ascoltare le mie perle di performance e devo dire che avevo dei gran amici, capaci di non prendermi per il culo, i magari dei gran bastardi che per il culo mi ci pigliavano ma da dietro le spalle.
In terza superiore le classi nel mio istituto venivano mischiate.
Tra l'altro, a proposito di indirizzo scolastico, da qualche tempo, ho scoperto che non sono diplomato in elettrotecnica ma bensì in elettronica e telecomunicazioni, me lo hanno detto alla pizzata dei vent'anni del diploma i miei ex compagni.
Questo per farvi capire quanto ho studiato al tempo.
La prima e la seconda erano uguali per tutti, mentre dalla terza si sceglieva l'indirizzo preciso, quindi molte classi si sono mescolate, anzi praticamente tutte.
In quel periodo, precisamente nell'estate tra la seconda e la terza superiore ho conosciuto @spurisna col quale siamo diventati subito amici ed ad oggi lo considero un fratello, non che chitarrista solo ed unico al mondo e schiavo sessuale a mio comando.
Iniziammo a scrivere canzoni, brutte, brutte ma almeno iniziavano ad avere un senso.
In classe con me c'era un compagno chitarrista col quale ho iniziato assieme ad un altro pazzo polistrumentista ad abbozzare un po di musica.
Ricordo che andavamo nel parcheggio del supermercato la notte a suonare le chitarre ed abbozzare brani.
Per scaldarci davamo fuoco alle cassette della frutta di legno lasciate fuori dal supermercato.
Un branco di zingari praticamente.

La cosa è durata poco perché quell'altro era già una rock star nell'istituto omnicomprensivo ed io ero il pirla pop.
Quindi siamo rimasti io e Luca.
Per tutto il periodo delle superiori non abbiamo combinato granché con gruppetti vari, abbiamo spianato la strada a quello che sarebbe arrivato dopo.
In terza superiore però, arrivò anche la mia prima chitarra elettrica, una della quale non ricordo nemmeno il nome, comprata di seconda mano da un altro mio compagno che l'aveva presa prima di accorgersi che non voleva suonarla.
L'ho comprata sotto Natale perché le spese grosse erano regali di Natale o di compleanno, il resto dell'anno potevo scordarmi tutto.

La chitarra l'ho pagata ( o meglio l'ha pagata babbo Natale ) 200 mila lire con tanto di amplificatore karaoke, custodia e microfono.

Un affarone.

Quella chitarra poi l'ho venduta a @spurisna e ne ho comprata un'altra, gliel'ho venduta alla modica cifra di 50 mila lire con le quali mi sono comprato un multieffetto usato.
Proprio settimana scorsa ne abbiamo parlato di quella chitarra, lui la conserva e la usa come muletto per quando viaggia e la porta In giro.
Quella chitarra non si scorda mai, nel senso che non devi quasi mai riaccordarla.
Non che non puoi dimenticarla.
Probabilmente è uscita male, nel senso, essendo una chitarra di bassa fascia, dovrebbe avere caratteristiche diverse e non tenere l'accordatura, invece è un portento e continua a stupire dopo vent'anni di onorato servizio a spizzichi e bocconi.

Frigge un po quando l'attacchi all'amplificatore, ma ehi... se la lasci in box è chiaro che un po di umidità la assorbe.
Prova tu a dormire per 20 anni nel box ed uscire una volta ogni tanto... Poi mi dici se non ti fanno male le ginocchia.

L'amplificatore comunque l'ho usato per fare le sovraincisioni.

Per registrare più roba contemporaneamente, in quegli anni, o avevi un multitraccia ( cosa che poi mi sono comprato ) o ti arrangiavi come potevi.

Io registravo una batteria con un affare che chiamarlo batteria elettronica è una cosa che non posso fare, senza cavi, ma utilizzando il registratore di mia nonna, poi con il walkman facevo partire la batteria registrata collegandolo l'amplificatore, intanto dal vivo suonavo la chitarra, registrando tutto su un'altra cassetta ( presa dal bidone dei panni ) poi ti facevo lo stesso mettendo quella cassetta nel walkan con la chitarra e la batteria ed ovviamente ri registravo sopra la cassettina vecchia la seconda chitarra con il resto, via vi così fino alle voci.
Risultato?
Una merda.
Però almeno era un risultato.
In quegli anni poi ho fatto le mie prime uscite dal vivo.
La prima in assoluto, ho suonato e cantato ' bella ciao ' un versione rock acustico davanti a tutta la scuola per una manifestazione in auditorium, io che come vi ho già detto ai tempi ero pop, non ho pensato al tema politico ed al simbolo di appartenenza della canzone, per me era un esibizione e basta.
Potevo cantare anche la pubblicità dei biscotti, era un concerto.
Invece, molti dei miei compagni e molti delle altre classi della scuola, già ai tempi avevano le idee ben chiare su cosa sarebbero diventati politicamente un giorno.
Risultato, applausi immeritati da una parte ( l'esibizione è stata pessima ) e fischi ed insulti ( meritati per l'esibizione ma fatti per il motivo sbagliato ) dall'altra.
Non è stata una giornata da ricordare per il bel risultato, anche perché ho suonato con un mio compagno di classe che si spacciava per chitarrista e doveva accompagnarmi con degli arpeggi e degli assoli di chitarra,' lui aveva la stratocaster e l'amplificatore per eccellenza, il Marshall.
Tanto bastava a tutti per dire che era bravo.
Bravo bravo bravo ma per me è no!
Citando la maionchi, perché, come ho già detto in precedenza, un assolo improvvisato non esiste, è un insieme di cose che già sai, ma per improvvisare comunque, devi essere capace, altrimenti, come fanno tutti, ti studi due note e rifai sempre le stesse che va bene uguale, bisogna portare a casa il risultato talvolta e dimenticare le libidini personali.

In parole povere la storia è andata pressapoco così.

Dietro il palco c'era un piccolo posto sporco e incasinato usato come camerino.

Il mio compagno arriva con gli occhi rossi.
' hai fumato? '
' no. '
' eh no porca troia '.
' stai tranquillo... dopo quanti giri devo partire? '
Risatina.
' ma vaffanculo, doveva essere la nostra Woodstock. '
' vai tra... dopo quanti giri devo partire? Quante battute? '.
Siamo apposto.
Nei suoi occhi vedevo il rosso del mio dolore.

Partimmo con la canzone.
Io ero seduto in mezzo al palco con l'acustica sulla gamba ed il microfono puntato sulla cassa.
Quella amplificabile costava troppo, chi poteva permettersela?
Lui era in piedi accanto a me, con la chitarra rasacoglioni, come facevano i fighi del rock, il cavo mezzo arrotolato che portava fino all'amplificatore.
Praticamente l'amplificatore era parte integrante della band improvvisata.
Che figata... che figata poteva essere, se solo non avesse fumato o per lo meno avesse imparato la parte.
A metà canzone mi si avvicina e senza muovere le labbra modello ventriloquo mi dice
' vai avanti che non suono. Non faccio lassolo '
Eh, si, se l'avesse chiesto al basa del 2000 o al basa del dopo 2000, il basa avrebbe recepito ed avrebbe abbozzato qualcosa per la situazione.
Anzi il basa 2.0 non avrebbe nemmeno accettato di suonare con lui visto la situazione oculare.
Comunque, ricapitolando, ha chiesto aiuto ad una persona sbagliata.
Avevo imparato il brano a memoria, giri armonici e passaggi obbligati, li avevamo decisi insieme ed io di li non mi scostavo, non potevo, non ne avevo le capacità.
Fece l'assolo, l'unica nota che fece era una specie di bending che stonava con tutto, sembrava quasi il barrito di un elefante in condizioni di dolore.
Continuava con la bocca a ventriloquo a dirmi di ripartire ma se non avevo recepito prima, figurati se potevo troncare a metà il giro armonico dell'assolo.
Non credo che l'assolo sia durato più di due giri armonici, ma a me è sembrato un mese e mezzo.
Come fanno sentire sempre a striscia...
Che figura di merda!
O facevano sentire perché non guardo striscia la notizia ormai da anni.
C'è ancora striscia la notizia?
Vabbè, comunque continuiamo, il concerto e tutta la situazione però mi è servita da lezione, un po come si dice della moto... prima o poi l'asfalto lo provi, l'importante è non avere paura e risalire subito in sella.
La vera storia ( si fa per dire ) musicalmente parlando, inizia dalla quarta superiore, dove, non ho ancora capito perché, hanno ancora mischiato le classi.
Sono finito in classe con quelli che poi sarebbero diventati i primi compagni di musica miei e di @spurisna.
Uno dei miei nuovi compagni di classe, abitava in un paesino vicino a casa mia ed aveva un gruppo musicale da oratorio.
Ah... tra l'altro, a proposito di oratorio, il mitico o bastardissimo fratello amico fratello che per me è più che dire fratello ( cit. Zoolander ) @spurisna ha definito tutto ciò che ho scritto musicalmente parlando fino a quel momento, rock parrock.
Merdazza.
Ma aveva assolutamente ragione. Uno schifo.
Nella band del mio nuovo compagno c'erano due chitarristi, ma uno dei due in quel periodo ha avuto dei problemi di salute ed aveva mollato la band e le prove per qualche mese.
Loro però avevano il concerto annuale all'oratorio, quindi dovevano rimediare.
Il basa arrivò a fagiulo.
Ho suonato con loro per un paio d'anni mentre parallelamente iniziavo a creare una band dove ero cantante e frontman.
Durante i concerti, mi davano l'opportunità di proporre voce e chitarra le canzoni scritte da me, grazie ragazzi, che coraggio, voi ed io.
Con loro ho anche registrato il mio primo demo in uno studio musicale professionale.
Abbiamo fatto la classica demo di quattro pezzi per farci sentire dai locali della zona.
Ovviamente non abbiamo mai suonato nei locali della zona.
Però ricordo ancora con piacere quel periodo di auto percezione sopravvalutata e si incoscienza giovanile.
Diciamo che quarta e quinta superiore sono passate così senza nessun evento magico da raccontare, però ho continuato a scrivere canzoni assieme a @spurisna e questo fatto ha iniziato a diventare preponderante nelle nostre vite.
Finite le superiori, con in tasca soltanto qualche brano decente un collega di mio papà, ormai ex collega, batterista con due palle così, mi prese in simpatia, come figlio di mio padre che ricordo a tutti era soprannominato dai miei compagni di calcio dell'era delle medie, signor cazzo, per l'eleganza con la quale si esprimeva quotidianamente.
Ma questo, nel suo ambiente lavorativo, si vede che era apprezzato, soprattutto dai giovani.
Comunque, avendo agganci un po in giro, mi portò in una scuola di fonici dove i ragazzi per fare esperienza registravano demo per ' una mancia ' che tanto mancia non era ma visti i prezzi in giro, comunque era il 20% di quello che avrei speso normalmente in uno studio.

Ricordo il momento.
Finalmente potevo sovraincidere senza fruscii, senza casini, potevo sbagliare e ricominciare.
Figata.
Si figata, a parte il demo.
Una schifezza immane, moscio e insipido.
Aspettate che trovo la parola esatta... Ah, si, anonimo.
Un demo o una demo anonima.
Il tutto accompagnato da un book fotografico che ve lo spiego, vi dico soltanto che un paio di foto le ho fatte appoggiate ad un biliardo. Trash all'ennesima potenza!
Nel frattempo, finito il militare, le cose musicalmente per me, hanno iniziato a prendere una piega un po' più seria.
Ricordo, a proposito di militare che una sera in polveriera, cioè, non dentro la polveriera, ma nel distaccamento, eravamo in pochi a fare la guardia e mi ero portato la chitarra.
Io sono pressoché astemio per scelta, quindi l'alcool mi da subito alla testa.
Quella sera mi sono messo sul tavolo della mensa ed ho suonato tutte le canzoni che conoscevo.
Ogni canzone, un bicchiere... un bicchiere intero di cordiale col limone.
Boom come etilico.. credo... Ho dormito 36 ore, mi hanno fatto una puntura di qualcosa, poi il buio.
Mi sono risvegliato nel mio letto in mezzo al mio vomito.
Cazzo ragazzi... questo è rock and roll.

Continua...

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Eh si caro @robibasa è proprio rock and roll :)
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